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Una
raccolta di tutti i lungometraggi e le serie destinate al piccolo
schermo, a cui Franco e Ciccio hanno preso parte, in coppia o
singolarmente.
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Le avventure di Pinocchio :. |
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E' di Luigi Comenicini la
firma di questo prestigioso sceneggiato, una delle
trasposizioni di maggior successo che la televisione
italiana abbia mai visto.
Ispirato dal famosissimo romanzo di Collodi (anche se non
fedelissimo all'originale, visto che Comencini privilegia
e amplia i momenti in cui Pinocchio è un bimbo vero,
mentre solo tre volte, e per punizione, gli fa assumere le
sembianze di un burattino di legno), lo sceneggiato ebbe
due versioni: una televisiva, articolata in 5
puntate, per la durata complessiva di 6 ore, che debuttò sulla prima Rete Nazionale
(l'odierna Raiuno) l'8
aprile 1972, e andò in onda per tutti i sabati
fino al 6 maggio 1972; e una cinematografica, che
sintetizzava la storia in due ore e un quarto circa di lungometraggio
e che uscì quasi in contemporanea alla messa in onda
televisiva.
Il film poté contare su un cast stellare: Nino Manfredi
(mastro Geppetto), Gina Lollobrigida (la fata dai capelli
turchini), Vittorio De Sica (il giudice) e i nostri Franco
e Ciccio (nei panni del gatto e la volpe). Il ruolo di
Pinocchio andò al piccolo Andrea Balestri.
Lo sceneggiato ottenne un successo strepitoso e uno dei
motivi per cui divenne una delle pietre miliari della
televisione italiana, fu proprio l'eccellente
interpretazione data da Franchi e Ingrassia, la coppia per
eccellenza del cinema italiano che sembrava la naturale
"incarnazione" dei personaggi del Collodi,
amatissimi da grandi e piccini.
Quest'enorme successo, coincise anche con uno dei primi
momenti di contrasti nella coppia. Infatti dopo aver
realizzato questo film e "I due gattoni a nove
code...e 1/2 ad Amsterdam", Franco e Ciccio
annunceranno la loro prima separazione e già sul set del
film di Comenicini si notarono i primi preoccupanti segni
di frizione fra i due. In molti assistettero e
raccontarono di loro continue ripicche e battibecchi
durante le riprese.
Un ricordo di Comencini a tal proposito:
<<Pinocchio, anche se finisce derubato dal Gatto e
la Volpe, ne subisce tuttavia il fascino [...]. E questo
rapporto esiste nel film perchè, guarda caso, esisteva
nella realtà. Ricordo la memorabile scena del Gambero
Rosso. Per ragioni di luce dovevamo girare fino a notte
inoltrata e il bambino era stanco, aveva sonno. In altri
momenti anologhi [...] Andrea (il bambino, ndr) mi faceva
dei piccoli ricatti [...] oppure minacciava di
addormentarsi. E se si addormentava erano guai perchè i
suoi risvegli erano terribili. Quella notte invece fece un
ricatto diverso: Franco e Ciccio dovevano tenerlo sveglio
facendolo ridere con giochetti e barzellette. Ed essi lo
fecero talmente bene che il bambino non si addormentò e
la lavorazione potè facilmente proseguire [...]. Ricordo
di quella felice lavorazione anche i continui battibecchi
tra Franco e Ciccio che parevano odiarsi. Franco era più
cattivo e Ciccio lo sopportava con difficoltà. Ma non ho
mai capito se era tutta una recita. Penso che la verità
fosse a metà strada e che scherzando e ridendo si
dicessero anche molte cattiverie>>.
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Il cortile degli Aragonesi :. |
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Questa particolare commedia
teatrale fu realizzata appositamente per una trasmissione
televisiva di Raiuno
del 1973 che mandava in scena in prima serata degli
spettacoli teatrali, intitolata "Seguirà una
brillantissima farsa".
Si trattò di una commedia con testo dialettale, in assoluto
siciliano doc, diretta da Piero Ponza, che andò in scena una sola volta in un
teatro romano e fu ripresa con il pubblico per la
trasmissione. Non fu più replicata.
Una volta tanto la critica fu unanime nell'elogiare
l'interpretazione tragicomica dei personaggi di Franco e
Ciccio.
Questa
commedia è conosciuta anche con il titolo siculo
(equivalente al significato di quello italiano) di "U curtigghiu di li
Raunisi".
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La granduchessa e i camerieri :. |
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Questa commedia musicale,
diretta da Gino Landi, andò in onda sulla Rete 1
(l'attuale Raiuno)
nell'inverno del 1977. Franco e Ciccio vi presero
parte insieme.
Facevano parte del cast anche Paola Tedesco e Valentina
Cortese, mentre i testi erano di Garinei e Giovannini.
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Un uomo da ridere :. |
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In seguito al successo
televisivo ottenuto dal programma "Buonasera
con...Franco Franchi"*1,
sempre sotto la direzione del vecchio amico Lucio Fulci,
fu ideato questo sceneggiato in sei puntate per Raidue
con Franco come protagonista principale.
La trama è una sorta di autobiografia del percorso
artistico del vero Franchi, con tutti gli alti e bassi che
possono costellare la carriera di un comico, così come
era successo a Franco*2.
E si tratta di una vicenda drammatica, certamente il ruolo
più drammatico mai interpretato da Franchi nell'arco
della sua lunghissima carriera.
Assistiamo alla storia di Bianchi (alter ego di Franco)
dagli esordi fino all'arrivo a Cinecittà, in cerca di
fortuna, l'arrivo del successo ed infine il declino, in
cui il comico rivive la propria vicenda umana e
professionale e spiega sullo schermo le proprie scelte di
vita. Le vicende del protagonista sono commentate
dall'alto del cielo. Lassù, da una nuvola, osserva anche
il grande Totò (doppiato da Carlo Croccolo), in veste di
ispirazione e di santo protettore di Bianchi. Nel cast
sono presenti anche Gloria Paul (che aveva lavorato più
volte al cinema con il duo Franchi-Ingrassia) e Mario
Merola, che condivide con Bianchi i morsi della fame
iniziali.
Lo sceneggiato non fu però baciato dalla fortuna. Infatti
ebbe un modesto riscontro dal pubblico televisivo dovuto
in parte, alla forte contro-programmazione della prima
rete Rai (che nello stesso periodo mandò in onda un
evento sportivo di grande interesse) e in parte alla
venatura drammatica della vicenda che aveva presentato un
Franchi ben diverso dai soliti standard comici a cui la
gente era abituata.
*1(si
trattava di un contenitore pomeridiano di Raidue
rivolto ai bambini, che vedeva intervallarsi cartoni
animati a piccoli sketch in studio con l'intrattenitore di
turno, che nel maggio del 1978 fu appunto Franco Franchi).
*2(ricordiamoci
che siamo nel 1980, Franco ha più volte litigato
con Ciccio e i loro ultimi film, sia in coppia che da
soli, ebbero un progressivo calo d'incasso, unito alla
crisi che il cinema italiano attraversò nella seconda
metà degli anni '70. Il 1980 sarà un anno di
"rinascita" perchè Franco e Ciccio torneranno
insieme in tv e riconquisteranno il pubblico grazie
all'enorme successo ottenuto con il varietà Drim).
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Classe di Ferro :. |
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Il 6 ottobre 1989 debuttò
in prima serata su Italia1 un
telefilm diretto da Bruno Corbucci che vedeva fra i
protagonisti Giampiero Ingrassia. Si trattava di una serie
comica, ambientata in una caserma del Friuli dove un
gruppo di amici prestavano servizio di leva e ne
combinavano di tutti i colori.
Grazie alla grande amicizia con il regista (che aveva
diretto in qualche film Franco e Ciccio) e per la presenza
del figlio, Ciccio accettò volentieri di apparire come
"guest star" in una delle puntate della prima
serie, per l'esattezza durante il terzo episodio,
intitolato: "Il circo".
Nell'episodio in questione, Ciccio interpreta il mago
Alvin, che i militari protagonisti devono assolutamente
rintracciare per liberare un loro compagno (Rocco Papaleo)
rimasto imprigionato in una cassa del circo presso cui
Alvin lavorò. Alla fine l'aiuto di Alvin si rivelerà ben
misero, ma l'importante era fare uscire il povero Rocco
dalla sua "prigione".
In seguito al buon successo di pubblico, l'anno dopo la
serie ebbe un seguito ("Classe di ferro 2")
che confermò gli alti indici di ascolto della prima.
La sigla della prima serie, intitolata "Asso"
era interpretata dall'allora astro emergente della musica
rap italiana, Jovanotti.
Ancora oggi, l'intera serie viene spesso riproposta da
Italia1 e da Happy Channel, anche se il suo impiego è
quello di "tappa-buchi" in orari proibitivi
della fascia notturna.
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